Quinta lezione: Come bere un bicchiere di amaro

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La fine di un percorso

Ed eccomi arrivata alla conclusione di questo fantastico percorso.
Ti è mai capitato di giungere al termine di un periodo della tua vita, un’esperienza, una vacanza (ecc.) e di ripercorrere con la mente i momenti trascorsi, accompagnato da un misto di gioia e malinconia?
Ebbene, è quello che è successo a me mentre tornavo a casa dall’allenamento: sei felice per ciò che è stato ma dispiaciuto per il fatto che sia già finito. Forse è anche questo il bello di certe esperienze. Si dà loro il valore che meritano perché non sono scontate. Tu che dici?

L’ambiente fa

Al di là dello scoprire un nuovo sport, a mio parere (da utente/psicologa, quale sono) è fondamentale l’ambiente in cui lo si fa.
Sentirsi in un contesto “accogliente”, dove gli obiettivi sono il divertimento e l’impegno ai fini del miglioramento personale, ti spinge a voler tornare.
Ciò che ho vissuto con La Sala d’Arme del Folle è stato proprio questo: un luogo in cui poter scherzare, staccare dallo stress quotidiano e al contempo poter lavorare con serietà per apprendere un’arte tutt’altro che semplice.
Quindi, ti consiglio di valutare molto bene quando scegli la società sportiva e le persone con cui condividere ore di sudore! Può fare davvero la differenza nel momento in cui la voglia vacilla o gli impegni aumentano.

>>Leggi cosa ho imparato grazie a questo sport!

La consapevolezza corporea è fondamentale

Questa volta ci ha seguito Riccardo, e ci siamo concentrati sull’affinare le nostre abilità di taglio dal basso, l’unterhaw e di taglio dall’alto, l’oberhaw (Per saperne di più, vedi la sezione approfondimenti).
Ormai è assodato che per ottenere un buon controllo del movimento sia necessario lavorare sulla propria consapevolezza corporea: essere talmente attenti al proprio corpo in ogni singolo istante, da essere perfettamente in grado di percepire (senza guardare!) come questo è posizionato.

Mentre agisci ti chiedi se i piedi, le ginocchia ecc. sono nella posizione corretta…alle volte la risposta (positiva) coincide con la realtà…
Questo Riccardo lo sa!  E sa anche che, per poter fare in modo che percezione e realtà combacino, ci vogliono ore e ore di allenamento. Così ci ha messo a fare “le vasche” (camminare su e giù lungo la palestra) da soli o in coppia con l’obiettivo di eseguire il taglio in modo adeguato.

Per quanto Riccardo si preoccupasse della noia che poteva insorgere durante questo lavoro, a me più che altro è venuto a bussare il male alle braccia!

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Gli sport si mischiano

Ciò che ho apprezzato di Riccardo sono state le allusioni ad altri sport per spiegare come assumere una certa posizione o svolgere un determinato movimento. Questo mi conferma come sport diversi possano essere collegati tra loro e soprattutto che, acquisire delle competenze in uno sport e trasportarle in un altro, può essere assolutamente di grande giovamento. Se sei sufficientemente versatile, il trasferimento di competenze è un’operazione possibile!!!

Come bere un bicchiere di amaro

Il lavoro di addominali e di stretching finale è stato come bere un bicchiere di amaro: buono, pesante e... amaro!!! Sarà perché è stato l’ultimo in compagnia di questi fantastici schermidori?

Ringrazio La Sala d’Arme del Folle per la collaborazione e l’entusiasmo con cui hanno accolto il nostro progetto. Chissà, magari ci rincontreremo!

STAY TUNED!

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