Quarta lezione: Come accorgerti che uno sport ti piace

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Il momento in cui ti accorgi che ti piace uno sport

Mentre guidavo verso la palestra mi sono sorpresa a sorridere. Così, oltre a sentirmi un’idiota (!), mi sono chiesta il perchè…il motivo era ovvio: stavo per fare qualcosa che mi piaceva! Questo è il bello di fare quello ci piace…il sorriso che spunta sulle labbra e la sensazione di gioia mista a impazienza…nonostante la giornata intensa, nonostante lo stress, nonostante i nonostante!
Insomma, non vedevo l’ora di impugnare di nuovo la spada!

Cara Speed Ladder, abbiamo un conto in sospeso

Il riscaldamento si è svolto in linea generale con risveglio muscolare e riscaldamento. Nulla da dichiarare, signori della corte…Se non che ci siamo cimentati di nuovo con la Speed Ladder.
Sono fermamente convinta del fatto che rappresenti una delle trovate più geniali di questo mondo, ma che, allo stesso tempo, costituisca uno degli strumenti di tortura peggiori per chi, come me, ha qualche difficoltà di coordinazione.

Ma non mi perdo d’animo! Bisogna avere pazienza nello sport, soprattutto quando facciamo fatica ad acquisire certe competenze. Visto che a me la pazienza manca, direi che questa benedetta scaletta può essere un ottimo modo per lavorarci su.

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La scherma non è solo un’arte…è anche storia

Questa volta il gioco si è fatto più difficile (e stimolante). Ci siamo subito dotati di spada (yeeee!) e abbiamo imparato un nuovo colpo, l’Unterhau: un colpo dal basso verso l’alto (Per saperne di più, vedi la sezione approfondimenti).

Una volta appreso il colpo (più o meno bene!), l’abbiamo unito ai passi che avevamo imparato le scorse volte. L’obiettivo del lavoro era quello di svolgere una sequenza precisa di gesti, prendendo come esempio uno stendardo, chiamato “Quadrato di Meyer”.
Il quadrato prende il suo nome da Joachim Meyer, uno degli autori a cui si ispirano Davide e Alessandro per gli allenamenti (Per saperne di più, vai agli approfondimenti).

Verso la fine dell’allenamento, per rendere il tutto molto più vero (e difficile!) abbiamo svolto la sequenza a coppie.   
Ti assicuro che non è stato facile! Ci vogliono davvero molta concentrazione, memoria e percezione corporea per ricordare tutto ciò che ti serve per svolgere un movimento adeguato (es. posizione corporea, direzione e inclinazione della spada). Io trovo che con il giusto allenamento (e taaanta pazienza) è assolutamente possibile! E dà grandi soddisfazioni.

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Un altro allenatore da apprezzare

In questo lavoro ci ha seguito Alessandro. Di lui ho apprezzato molto:

  • La pacatezza e la pazienza (quasi zen!!!) nella spiegazione e dimostrazione degli esercizi;
  • L’enorme conoscenza della disciplina: ho avuto la conferma del fatto che la scherma storica non è solo un’arte che ti insegna a riprodurre movimenti con estrema precisione, ma “è l’unione di eleganza e scienza” (cit. Alessandro). Ogni colpo che sferri, ogni parata che esegui, ogni movimento che compi…è tutto studiato nei minimi dettagli per essere messo a frutto durante un duello.

In questo sport, con il passare del tempo, si sviluppano anche le capacità strategiche: per poter battere l’avversario, non basta colpire in modo preciso, bisogna trovare il suo punto debole e sorprenderlo. “È come giocare a scacchi a una velocità triplicata” sostiene Davide. Man mano che proseguo, me ne sto accorgendo.

Considerazioni conclusive

Prima di salutarci, abbiamo concluso l’allenamento con qualche flessione, addominale e affondo. Tornando a casa mi sono accorta che non avevo solo lavorato con il corpo. Anche la mente si era mossa!

Il bello di uno sport è anche questo: attiva il cervello in modi diversi e sviluppa nuove sinapsi nervose.

STAY TUNED!

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