Prima lezione: Un altro mondo

Un primo nuovo sport

Quando ho saputo che “My Experience” sarebbe iniziata con la scherma storica, le prime reazioni sono state:

  • Entusiasmo: perché, parlando sinceramente…chi ha mai pensato da piccolo (o anche da grande) di praticare uno sport come la scherma storica!?
    Puoi aver desiderato fortemente una spada fra le mani in momenti “difficili” (o magari dopo aver visto Game of Thrones)…ma nulla di più…e, a questo punto, oserei dire meglio così!
  • Un forte senso di ignoranza: perché non avevo la più pallida idea di cosa fosse! L’unica immagine a cui potevo rifarmi era quella di Re Artù e i cavalieri della tavola rotonda…e ovviamente c’è molto di più.

Visto che era mia compito sedare la curiosità e, soprattutto, sanare le mie lacune in materia, ho subito contattato Davide Gallo, uno degli allenatori che mi accompagnerà in questo percorso, e fissato il primo incontro. Davide mi è subito parso una persona molto preparata e, soprattutto, entusiasta dello sport che allena (e da psicologa, ti assicuro che avere un allenatore appassionato è fondamentale per l’apprendimento della disciplina).

Catapultarsi in un altro mondo

Quando sono arrivata per la prima lezione, Davide stava eseguendo delle sequenze di colpi, muovendosi e facendo roteare la spada con precisione chirurgica.
Solo in seguito, parlandone con lui, ho scoperto che si trattava di vere e proprie sequenze tramandate nei manoscritti dagli antichi Maestri, con lo scopo di affinare e memorizzare i fondamentali di questa Arte.
Non so se ti è mai capitato di vedere dal vivo una persona che esegue dei movimenti di questo tipo ma ti assicuro che è veramente affascinante, sembra quasi di catapultarsi in un altro mondo…quello medievale… e quasi quasi (se sei un po’ romantica) ti aspetti anche di trovare, nascosto da qualche parte, un bel principe azzurro!

Osservandolo, mi sono accorta che la precisione, la cura dei movimenti e la fluidità dei gesti sono fondamentali…Una sorta di danza che mi ha ricordato altre discipline come il karate, il jiujitsu, l’aikido...sarà perché anche la scherma storica è un’arte marziale?

Quando il corpo parla

Dopo un riscaldamento propedeutico per i gruppi muscolari coinvolti siamo entrati nel vivo della lezione, iniziando ad apprendere i passi base che caratterizzano quest'Arte (vedi nella sezione “approfondimenti” per saperne di più). Non sono difficili ma non sono neanche così immediati: è importante avere una grande consapevolezza corporea.
Io, ad esempio, facendo un passo in avanti ero convinta di mettere il ginocchio in un certo modo (rivolto verso l’esterno) poi, quando mi fermavo per controllare, a malincuore constatavo... che era rivolto internamento!!! Che nerrrrrvoso...
Svolgere questi esercizi, dunque, ti stimola ad ascoltare il tuo corpo in modo molto più attento di quanto facciamo durante il giorno.

Se ci pensi bene, prestiamo attenzione al nostro corpo (o a parti di esso) solo quando ci fa male! La scherma storica ci può aiutare a dargli maggiore importanza.

>> Leggi ora la seconda lezione!

Come Xena…o quasi!

Una volta che i passi base erano più o meno appresi (dico più o meno perché ci vuole del tempo per registrarli in memoria in modo preciso e renderli automatici), Davide ci ha sorriso e ha detto:“Bene, ora prendiamo la spada!”. Che onore! Non mi sarei mai aspettata di sentirmi forte e coraggiosa come Xena, la principessa guerriera, avendo in mano una spada di nylon di appena 1kg (Per saperne di più, vai alla sezione approfondimenti).

E qui il discorso si complica perché oltre a controllare il corpo, devi essere in grado di eseguire dei gesti specifici con un attrezzo. Ci vuole veramente molta concentrazione e pazienza per poter ottenere il movimento adeguato.

L’arte del combattere:

In questo sport si ricerca la perfezione del gesto tecnico perché l’obiettivo non è quello di imparare dei movimenti fini a se stessi, ma di utilizzarli per combattere contro un avversario in modo efficace.

Inoltre, quando vedi due ragazzi affrontarsi con la spada di metallo (perché sono più esperti) e senti il clangore delle lame, ti accorgi che stanno facendo sul serio! Ovviamente sono muniti delle adeguate precauzioni come maschera da scherma ed equipaggiamento protettivo (Per saperne di più, vedi la sezione approfondimenti), ma…altro che danza! Ed è giusto che sia così, perché la scherma storica praticata alla Sala d’arme del folle affonda le sue radici nei duelli d'onore, giudiziari e nella singolar tenzone (Per saperne di più, vedi la sezione approfondimenti alla voce “Origini”) dove l'importante era "riportare a casa la pelle" (e di nuovo mi appare l’immagine di Re Artù!).

>> Leggi ora la seconda lezione!

Considerazioni conclusive:

Non è uno sport dove si corre o si salta (neanche per fare allenamento) ma si suda e ci si stanca in modo diverso. Il lavoro è di tipo aerobico e ti posso assicurare che dopo una mezz’ora che mantieni una postura bassa, fluida e scattante, i muscoli iniziano a bruciare.
Quindi per coloro che pensano che con la scherma non si fa fatica, sbagliano!!!

La stanchezza, di fatto, non la senti molto mentre ti alleni, ma il giorno dopo percepisci che i muscoli hanno lavorato (si, mi fanno male!!!).

Al momento, come prima lezione non ho fatto fatica da dire “avevo il fiatone” ma può essere che Davide ci abbia risparmiato per stavolta.

Vedremo la prossima!

STAY TUNED!

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