Storie di campioni: la maratoneta Maria Grazia Navacchia

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Orangogo in occasione dei prossimi European Master Games ha intervistato la maratoneta, mamma, maestra e nonna Maria Grazia Navacchia, esempio della donna sportiva per eccellenza con 189 maratone alle spalle. La sua storia è un esempio per chiunque voglia iniziare a fare sport sia a livello agonistico che amatoriale.

"Quando hai realizzato che la corsa sarebbe stato il tuo sport ?": "Sono sempre stata una persona dinamica e pronta a mettersi in gioco, non avrei mai immaginato di avere un futuro così roseo nello sport. La svolta nello sport è stata mia figlia, dopo 8 mesi dalla sua nascita mio marito mi ha proposto di andare con lui a correre per tenermi in forma. La mentalità (1979) era ancora molto chiusa in Italia, una neo mamma per molti doveva rimanere in casa. Invece io ho iniziato a partecipare alle gare; alla mia prima maratona nel 1983 a Villa Marina, ho vinto l'oro in 3h 8 min e 9 secondi.  Da quel giorno ho iniziato a contarle e, ad oggi, sono 189 maratone a livello nazionale e internazionale, tutte a livello agonistico". 

"Qual è stata la gara più difficile ?":  "La maratona di Torino, alla quale mia figlia e il mio compagno mi hanno seguita in bicicletta. All'improvviso non avevo più energie, in corso Francia mi sono fermata e accasciata su un gradino e il mio compagno mi ha dato un integratore. La cosa che mi ha fatta rialzare è stata mia figlia che mi ha detto "Mamma alzati che non hai niente, ci sono qui io e voglio vederti arrivare fino alla fine!".  Il sostegno di mia figlia mi ha portato ad alzarmi e a proseguire la gara. La forza che ti danno le persone care è veramente fondamentale". 

"Tra i tanti, qual è stato il traguardo che ti ha segnato maggiormente? Perchè?": "Oltre al mio record del 1985 a Milano (2h e 40min e 07) dove sono arrivata seconda, ce ne sono due più significativi. Il primo traguardo che mi ha segnata più di tutti è stato a Mombasa, in Kenia, nel 1991. Durante la gara iniziata alle 5 del mattino, il mio manager mi grida "Cosa fai ancora là dietro?", ero settima. Così ho iniziato a correre dando tutta me stessa, al 41esimo km ero seconda e continuavo a dire a me stessa di correre il più che potevo, sono riuscita ad arrivare prima.

Il secondo traguardo a Manila, 21 febbraio del 1993, al 36esimo km ero seconda, l'atleta russa davanti a me si era fermata a prendere l'acqua. Io avevo preso la bottiglia al volo e, vicino a me, si era avvicinato un ragazzo filippino in bici che mi ha seguita tutta la gara guardandomi negli occhi e aiutandomi con l'acqua. Ha condiviso con me, tramite i suoi sguardi di ammirazione e gioia, quella fatica e grazie anche a lui ho vinto".

"Quali sono le qualità sviluppate con la corsa, utili per affrontare la vita di tutti i giorni?"   "Con la corsa ti cresce dentro una grinta, una voglia di fare che ti allarga gli orizzonti. Ti senti in sintonia con te stessa e con gli altri. Quando corro tendo a pensare molto e questo mi aiuta a trovare soluzioni concrete per la mia vita. Quando il tuo corpo corre libero puoi concentrarti sui tuoi pensieri. I medici dovrebbero prescrivere lo sport come antidepressivo, non solo la corsa ma lo sport in generale aiuta corpo e mente".

"Ha mai pensato di abbandonare? Se no, cosa ti ha aiutato ad andare avanti? 

"Fortunatamente, non ho mai avuto problemi di salute seri e la mente è stata da sempre quella agonistica, non ho mai pensato di abbandonare perché correre è diventato parte di me. Mi da adrenalina e gioia, mi sento in sintonia con me stessa e gli altri ed è anche un momento di socializzazione. Bisogna invecchiare bene e con intelligenza, dobbiamo essere un esempio per le persone che ci circondano".  

"Come sei riuscita a conciliare sport, lavoro famiglia...? "

"Avendo cominciato a correre dopo la nascita di mia figlia, mi son sempre dovuta organizzare, il mio segreto per conciliare tutto è andare a letto presto e svegliarmi presto la mattina. Alle 5/5.30 prima di andare a lavoro, andavo a correre. Anche adesso che sono in pensione la mia abitudine è quella di svegliarmi e allenarmi presto, mi piace tantissimo perché c'è poca gente e si respira meglio, mi aiuta a pensare e mi sento libera".  

"Hai realizzato tutti i suoi sogni sportivi e non?" 

"Quelli sportivi si sono realizzati più di quanto potessi immaginare. Il mio sogno fin da piccola era quello di fare l'insegnante e mi ha dato grandi soddisfazioni, lo sport mi ha aiutata anche in questo, dandomi modo di approcciare in modo diverso con i miei alunni. Dove non c'è la famiglia la scuola deve aiutare, e io spero di essere riuscita ad ascoltare e capire i miei alunni e di avergli trasmesso l'amore per questo lavoro. Il momento sportivo è quello che ti da la carica per andare avanti ma oltre ad un atleta c'è un mondo".

"Come mai hai deciso di partecipare agli European Master Games 2019 ?"  "Ho partecipato nel 2013 ai Mondiali Master Games a Torino e ho gareggiato in tutte le competizioni possibili compreso il Duathlon.  Mi è talmente piaciuta l'energia di quell'evento che, quando hanno riproposto Torino con gli European, mi sono subito iscritta. Sono stata poi invitata a partecipare alla conferenza di presentazione a Palazzo Madama dove, a mia insaputa, sono stata eletta come rappresentante di questo magnifico evento al quale invito sportivi e non a partecipare calorosamente". 

>> Partecipa gli European Master Games 2019 !

 "Cosa ne pensa del motore di ricerca Orangogo? Può essere realmente utile alle persone?" 

"Ho visitato la piattaforma e mi è piaciuta tantissimo, ad oggi la tecnologia ci unisce e Orangogo aiuta le persone e le associazioni ad essere visibili. Mi piace l'idea che, grazie alla vostra piattaforma, tutti possano trovare e provare lo sport adatto alle proprie potenzialità e capacità. Tutti dovrebbero provare più sport possibili per riuscire a star bene e a proprio agio. Gli articoli del blog che trattano l'aspetto psicologico, salutare e degli eventi sportivi è veramente interessante . I genitori e i ragazzi dovrebbero leggere e informarsi, diventando cittadini del mondo grazie allo sport ". 

Orangogo ringrazia Maria Grazia Navacchia per la sua collaborazione e disponibilità 

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