Prima lezione: L’arrampicata uno sport per pigri

Altro giro altra corsa!

Dopo aver concluso un meraviglioso percorso con i ragazzi della scherma storica, ne ho subito intrapreso un altro in compagnia di Stefano e Simone, due allenatori di arrampicata!

Quando senti la parola “arrampicata”, cosa ti viene in mente?
Io penso a una parete tutta colorata con degli appigli e a un'imbracatura enorme, che ti strizza come un insaccato, ma che allo stesso tempo ti protegge nel caso dovessi mai perdere l’equilibrio e cadere!

In realtà, non è proprio così: a LA MOLE Sports Academy, la parete e gli appigli colorati ci sono, ma le imbragature no! A breve scoprirai il perché ;)

L’arrampicata è uno sport per pigri

Per il mio percorso mi seguirà Stefano, allenatore appassionato a cui piace spiegare per filo e per segno cosa si sta facendo e soprattutto il perché! In questa prima lezione ho apprezzato molto la sua precisione nel descrivere gli esercizi e nello sfatare alcuni miti sull'arrampicata. Eccone alcuni:

1. Non è necessaria l’imbragatura: se la pavimentazione consiste in un mega materassone studiato apposta per le cadute, l’imbragatura non serve! A “LA MOLE Sports Academy” ce l’hanno! Per questo tra le prime cose che impari è “saper cadere”.
2. L’arrampicata è uno sport per pigri! Infatti, se si utilizza la capacità di problem solving (risoluzione di un problema: “Devo raggiungere quel punto, come ci arrivo?”) fai meno fatica e raggiungi la vetta velocemente! Quindi, si può dire che l’arrampicata è uno sport “mentale” perché se lavori bene di testa, puoi guadagnarci da un punto di vista fisico;
3. Si sale con le gambe: i nostri arti inferiori sono fondamentali perché servono a spingere verso l’alto (o di lato). Le braccia servono a direzionare il movimento, ma non è consigliabile affidarsi solo a queste! (Sai che male, altrimenti?!)

>>Leggi la seconda lezione di arrampicata!

Keep calm e ascolta il maestro!

Dopo un riscaldamento iniziale e degli esercizi propedeutici all'arrampicata...finalmente l’approccio alla parete!

Devo ammettere che trovarmi a qualche centimetro da terra, aggrapparmi con mani e piedi a dei piccoli appoggi e cercare di spostarmi lungo la parete, è stato emozionante e soprattutto soddisfacente!
Mentre mi muovevo mi accorgevo di quanto fosse necessario saper coordinare il corpo. Nella testa mi ripetevo ciò che mi aveva detto Stefano: prima un piede poi l’altro, prima una mano e poi l’altra.
Attenzione! se non segui i consigli del maestro potresti incorrere in:

  • Posizioni improbabili, orrende alla vista e tremendamente scomode
  • Sensazione di disequilibrio
  • Un leggero dolore a qualsivoglia parte del corpo che stia sostenendo tutto il peso!

Non una, non due...ma ben tre pareti!

La prima parete direi che sono riuscita a gestirla abbastanza bene! Muoversi a destra e a sinistra lungo un spazio circoscritto non è stata un’impresa troppo ardua: l’obiettivo era quello di apprendere la tecnica di scalata e i movimenti base per evitare in futuro di spaccarsi la schiena o qualche altra parte del corpo!

Il bello e il difficile sono arrivati dopo, quando Stefano ha deciso di farmi provare la l’area circuiti, una parete enorme che serve a salire un po’ più in alto e allenare la resistenza! Che emozione! Trovarsi a qualche metro da terra, se non soffri di vertigini, è davvero splendido! il problema è poi saper scendere!!! Mi è parso, infatti, più semplice raggiungere la vetta piuttosto che tornare indietro.

>>Leggi la seconda lezione di arrampicata!

Ultima parete: Don’t Panic!

L’ultima parte di allenamento l’abbiamo svolta su una terza parete, “l’area boulder”, dove in questo caso vi era un’indicazione molto più precisa: eseguire un percorso predefinito, caratterizzato da appoggi dello stesso colore che seguivano una progressione numerica e indicavano la direzione da prendere. L’obiettivo del lavoro era quello di allenare la forza.

Qui sì che ho sentito la fatica! non è semplice quando inizi a sentire la stanchezza e sei a qualche cm da terra (figurati quando sei a moooolti cm da terra!). Non sei nel tuo ambiente naturale e soprattutto puoi trovarti in posizioni scomode. In questo caso devi raccogliere tutte le tue forze “mentali” per concentrarti, non farti prendere dal panico e scendere in sicurezza, senza stirarti un braccio o una gamba!

Sono riuscita quindi a non stirarmi nulla e a godermi in tranquillità lo stretching conclusivo.

Come la sorellastra di Cenerentola

Uno degli “accessori” fondamentali dell’arrampicata sono le scarpette

Ebbene, io le definirei gli strumenti di tortura dell’arrampicata! Per chiunque volesse intraprendere questa fantastica avventura, sappia che dovrà fare i conti con delle scarpe di un numero più piccole del normale e sentirsi esattamente come una delle sorellastre di Cenerentola quando tenta di infilarsi la scarpetta (o meglio, io mi sono sentita così!).
Ovviamente per tutto questo c’è un motivo: per poter arrampicare meglio, è utile avere le dita leggermente piegate perché ti permette di avere decisamente più presa.

Nonostante sentissi le spalle e le gambe affaticate, mentre tornavo a casa ero davvero soddisfatta.

STAY TUNED!

>>Leggi la seconda lezione di arrampicata!

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